wpid-IMG_20180402_095141_627.jpg

tremilaseicentocinquanta giorni dopo…


Nel bel mezzo di una cena tra amici, sotto il palco di un indimenticabile concerto rock, nel vivo di un dj set o durante un tranquillissimo aperitivo sulla spiaggia. Ma poi anche una sera in un vecchio pub o seduto al bancone di un elegante cocktail bar o al tavolo di una tipica osteria o della migliore pizzeria del posto.

Che il posto può essere stato ovunque. Nel cuore di Milano, di Firenze, di Torino, di Genova, di Treviso, di Bologna, di Pesaro, di Perugia o di Nuoro. O forse era sull’isola d’Elba o all’Argentario o alla Pelosa di Stintino oppure invece a Courmayeur o a Sestri Levante o a Riccione oppure a Macerata o a Siena in piazza del Campo o magari a Roma a due passi dal Colosseo.

Che il posto può essere ovunque sia stato per me in tutti questi anni.

Che il posto è stato ovunque il mio lavoro mi abbia portato in tutti questi anni.

Che tutti questi anni – oggi proprio oggi – fanno esattamente dieci.

E sono qui a scrivere che questo lavoro – il mio lavoro – ogni volta ogni giorno in realtà è come se fosse la prima volta. Questa cosa che ti senti orgoglioso intendo.

Questa cosa che riconosci che quell’istante è il risultato di piani, di strategie, di idee, di progetti, di scelte commerciali, di team che assieme sanno come vincere e che imparano in fretta dalle sconfitte.

Questa cosa che ogni volta mi viene in mente quel mastro birraio di Praga. Quello che “beer is not about drinking, beer is about connecting people”.

Questa cosa che in questo lavoro non c’è soltanto la bottiglia giusta al posto giusto nel momento giusto in mano alle persone giuste. Questa cosa che in fondo questo lavoro non è fatto soltanto di ettolitri. Che questo lavoro non è fatto soltanto di passione. Che questo lavoro va oltre quello che in fin dei conti racconta il tuo biglietto da visita. Che questo lavoro ha senso se al mattino esci di casa con dentro il giusto mix tra ironia e adrenalina.

Questa cosa che dieci anni dopo è come se fosse ancora il primo giorno.

Ecco, questa cosa a me piace.

E mi piaceva dirvelo.

Tutto qui.

A.


Informazioni su Alessandro Accalai

Babbo, sognatore, maratoneta. Nato a Sassari nel meraviglioso 1970 ha studiato di economia e società, specializzandosi poi all'estero con la scusa di imparare l'inglese tra una birra ed un fish&chips. Ha iniziato il suo percorso professionale tra marketing e commerciale lavorando per alcune importanti multinazionali (dal petrolifero alle energie alternative, poi ancora alimentari e - più di recente - beverage). Attualmente si occupa di Trade Marketing B2C in Italia per conto di una nota azienda birraria. Fin da ragazzino - e quindi tuttora - appassionato di scrittura creativa e di racconti brevi. Dicono di averlo visto collaborare all'interno di varie redazioni tra riviste, quotidiani e radio locali. Però lui è uno che va sempre di fretta. E invece nella vita talvolta bisogna saper aspettare. Runner da dieci anni (ovvero da quando i runners si chiamavano podisti) è diventato maratoneta nel 2011 a Edimburgo. Nello stesso anno ha dato vita ad un progetto di personal fundraising noto sui social network come #centomilapassi e grazie al quale ha contribuito alla realizzazione delle reti idriche che hanno permesso di portare acqua pulita in due piccoli villaggi nel Casamance, sud del Senegal. Nel 2102 ha fondato ForKidsForLife, una piccola officina di idee che promuove attività di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni noprofit impegnate in campagne rivolte ai più piccoli.

Lascia un commento