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Fumo una Marlboro rossa davanti all’ingresso dell’Athenia Callirhoe Hotel. Oramai è l’una di notte abbondantemente passata. Ho alle mie spalle un cartello che segnala senso unico di marcia. Messaggio chiaro ed inequivocabile. Indietro – da qui – oramai non si torna. Comunque ho capito che ad Atene i taxi sono gialli. Che io da bambino i taxi li immaginavo sempre gialli. Che però poi di taxi gialli in giro ne ho sempre visto molto pochi. Che non sempre perciò le cose sono come le immaginavi da bambino. Che anche la maratona da bambino la immaginavo come una corsa tra gente che […]

la notte prima della notte prima


Lo chiami dolore. Ma soltanto perché hai dimenticato che il vero dolore è invece ben altra cosa. Che adesso ricordi soltanto quello che ti va di ricordare. E tutto il resto lo hai accuratamente nascosto da qualche parte, in uno spazio buio ed inaccessibile. In uno spazio dove la tua testa ad un certo punto non riesce ad arrivare più. Quando tutto sembra perduto puoi far largo alla paura. La prima scorciatoia è quella buona, quella che ti riporta a casa. Perché la paura in fondo è la soluzione. La peggiore delle soluzioni ma pur sempre una soluzione. Che perdi […]

di quando il cuore sa di asfalto 



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Era anche allora più o meno la metà del mese di agosto. Era anche allora una giornata che faceva un caldo più o meno fottuto e snervante. Era anche allora più o meno come oggi. Era anche allora più o meno estate. – Che ci fai seduto su quella roccia, soldato? – Osservavo quelle navi, Signore. – Quelle sono le navi di Dati e Artaferne. E tornano in Persia. Tornano da dove sono arrivate, soldato. – Si, lo so Signore. Leggevo proprio adesso la storia di quelle navi sul tablet. Ero curioso di capire a chi appartenessero quelle vele spiegate […]

Non ti voltare mai.