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Un nonno gioca a carte con la nipotina sul tavolino del bar. Una ragazza annoiata tiene per mano un ragazzo annoiato. A vederli mi sento un po’ annoiato pure io. Un ragazzino gioca a nascondino da solo. Sulla porta dei bagni c’è un cartello gigante con la scritta “vogliamo lavoro”. La parrucchiera fa i capelli ad una signora del sud. Il marito della signora del sud ci prova con la ragazza del tabacchino. Due camionisti del Campidano si raccontano l’Italia degli automobilisti incapaci vista dall’alto di un tir tra Roncobilaccio e Firenze Nord. Bevono Corona e mi viene il dubbio […]

di quando tutto scorre ma invece non è vero


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Ogni tanto sento Luigi. Che adesso lavora negli Stati Uniti. Fa il ricercatore all’università di non mi ricordo dove. Ma lui si capiva che aveva la testa che funzionava come si deve. Io invece vedo sempre Laura Puggioni perché abbiamo i figli che vanno nella stessa scuola. Giù al Monte. Però siamo sempre di corsa e ogni volta dice dai vediamoci una sera ma poi lo sai come vanno le cose. E Martina? Ogni volta che la vedo in televisione mi viene in mente quando ci faceva le imitazioni di Renzi e di maestra Luisa. Cazz, era precisa… Io tanto […]

di quella volta che ho incontrato Eleonora


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Arrivo al Porto di Civitavecchia che c’è il sole tipo quello di inizio giugno. Ho finito i contanti e nel terminal non c’è il bancomat. La signora del negozio che vende cazzatine per turisti mi dice che a dire la verità una volta c’era ma che poi quei disgraziati lo hanno tolto. Così se voglio recuperare del contante adesso dovrei uscire di nuovo dal porto e cercare altrove. Ma tra poco si parte e perciò questa cosa non fa. E che quindi in qualche altro modo faremo. Solo che non era questo che volevo dirvi. Volevo dirvi piuttosto che per […]

di quella volta che si sono fidati di me



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E niente caro diario, non è che al momento le cose mi vadano un granché bene. Quindi prima ancora di iniziare a scrivere ti chiedo scusa. Ma ho bisogno di approfittare per qualche pagina della tua pazienza. Perché sai caro diario,  ho imparato che a volte scrivere è un modo molto semplice per fare un po’ di ordine dentro. Anche se fuori poi tutto resta comunque sottosopra. Si, lo so che stasera avrei dovuto fare le ripetute. E so anche che tra meno di dieci giorni dovrò correre una maratona. Ma tu caro diario lo sai. Io sono sempre stato […]

di quella sera che cercavo una scusa


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Mio babbo quel giorno era di turno e sarebbe uscito dal lavoro non prima delle cinque del pomeriggio. Poi giusto il tempo necessario per caricare nel bagagliaio della vecchia Simca 1100 le poche cose che servivano per il ponte dei Santi e lui e mia mamma si sarebbero messi in viaggio. Io e mio cugino perciò sapevamo che non li avremo visti arrivare in paese prima che fosse oramai sera inoltrata. Ed avevamo perciò tutto il tempo. Era l’ultimo giorno di ottobre del settantansei ed era un sabato. Faceva freddo. Ricordo che mia zia accese il grande camino della cucina […]

di quella volta de “su morti morti”


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In una corsa si può fare molto più che vincere. Così mi ha detto quel giorno Gabriele. Quel giorno che mi ha chiesto se gli prestavo cuore e scarpette. Che mi devi prestare cuore e scarpette per dieci chilometri. Ti faccio correre una maratona che vale più di una corsa. Così mi ha detto Gabriele. Però io non capivo. Che per me una maratona sono sempre stati quarantaduechilometri. Quarantaduechilometricentonovantacinquemetri per essere precisi. Che se li calcoli in passi ne devi fare centomila. Un passo alla volta, uno dopo l’altro.

Quelli di ForKidsForLife




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Ci sono strade che per un runner hanno significati diversi. Ci sono asfalti  che hanno un sapore particolare. Non importa se il meteo dice neve o pioggia. Non importa se il cielo promette sole a picco e 40 gradi all’ombra. Un paio d’anni fa ho scoperto questi 13 km di salita che io chiamo “quella di Osilo”. Osilo è un paesino arroccato a poco meno di 700 metri sul livello del mare, alle porte di Sassari. Pendenze impegnative. Pochissime auto. Qualche bici. Ci vado quando cerco di capire come stanno le gambe. Ma soprattutto in quei tredici km ascolto la mia […]

Quella di Osilo