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Un nonno gioca a carte con la nipotina sul tavolino del bar. Una ragazza annoiata tiene per mano un ragazzo annoiato. A vederli mi sento un po’ annoiato pure io. Un ragazzino gioca a nascondino da solo. Sulla porta dei bagni c’è un cartello gigante con la scritta “vogliamo lavoro”. La parrucchiera fa i capelli ad una signora del sud. Il marito della signora del sud ci prova con la ragazza del tabacchino. Due camionisti del Campidano si raccontano l’Italia degli automobilisti incapaci vista dall’alto di un tir tra Roncobilaccio e Firenze Nord. Bevono Corona e mi viene il dubbio […]

di quando tutto scorre ma invece non è vero


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E niente caro diario, non è che al momento le cose mi vadano un granché bene. Quindi prima ancora di iniziare a scrivere ti chiedo scusa. Ma ho bisogno di approfittare per qualche pagina della tua pazienza. Perché sai caro diario,  ho imparato che a volte scrivere è un modo molto semplice per fare un po’ di ordine dentro. Anche se fuori poi tutto resta comunque sottosopra. Si, lo so che stasera avrei dovuto fare le ripetute. E so anche che tra meno di dieci giorni dovrò correre una maratona. Ma tu caro diario lo sai. Io sono sempre stato […]

di quella sera che cercavo una scusa


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Lo sai da dove arrivano? Lo sai perché scappano dalle loro case? Lo sai quanto è lontana la loro terra? Lo sai cosa cercano qui? Lo sai perché a volte la gente ha paura di loro? Lo sai perché a volte invece la gente è arrabbiata con loro? Ti sei mai chiesta cosa avresti fatto tu al loro posto? Ti sei chiesta cosa avrei fatto io al loro posto? Ti avrei stretto forte tra le mie braccia. Ed avrei iniziato a correre il più lontano possibile. Alla ricerca di un posto sicuro dove crescerti, ovunque. Ma un posto sicuro. E […]

di quella mattina che stavamo ripassando geografia



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Mio babbo quel giorno era di turno e sarebbe uscito dal lavoro non prima delle cinque del pomeriggio. Poi giusto il tempo necessario per caricare nel bagagliaio della vecchia Simca 1100 le poche cose che servivano per il ponte dei Santi e lui e mia mamma si sarebbero messi in viaggio. Io e mio cugino perciò sapevamo che non li avremo visti arrivare in paese prima che fosse oramai sera inoltrata. Ed avevamo perciò tutto il tempo. Era l’ultimo giorno di ottobre del settantansei ed era un sabato. Faceva freddo. Ricordo che mia zia accese il grande camino della cucina […]

di quella volta de “su morti morti”


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Poi l’altro giorno ho scritto un post sul blog di ForKidsForLife. Che ogni tanto provo a rimettere in ordine le idee anche sul fronte dei miei piccoli progetti di fundraising. “La domanda è di quelle che ogni volta per dare una risposta un minimo sensata ci metto sempre un po’. Una domanda semplice semplice. Che talvolta mi rivolgono persone che conosco da tempo e che altre volte invece spunta improvvisa nelle conversazioni di ogni giorno. Quelle degli incontri di lavoro o di vita quotidiana. Quelle con persone che sono amici, amici di amici, parenti o semplici conoscenti. Quelle con laggente, […]

di quando mi chiedono di ForKidsForLife


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gennaio | che alle Marlboro rosse poi invece non ho rinunciato febbraio | che sotto due metri di neve è bellissimo ma preferivo il film marzo | che ho deciso di correre da Maratona ad Atene perché è difficile aprile | che invece la cosa più difficile non è correre ma lasciar correre maggio | che mamma mia cosa ha fatto Logan giugno | che quando abbiamo vinto lo scudetto io invece ero al bar luglio | che un assolo di Angus Young dura più di quattro birre medie agosto | che sono andato correre con 39 gradi e sono […]

in ordine di apparizione | istantanee dal 2015




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Fumo una Marlboro rossa davanti all’ingresso dell’Athenia Callirhoe Hotel. Oramai è l’una di notte abbondantemente passata. Ho alle mie spalle un cartello che segnala senso unico di marcia. Messaggio chiaro ed inequivocabile. Indietro – da qui – oramai non si torna. Comunque ho capito che ad Atene i taxi sono gialli. Che io da bambino i taxi li immaginavo sempre gialli. Che però poi di taxi gialli in giro ne ho sempre visto molto pochi. Che non sempre perciò le cose sono come le immaginavi da bambino. Che anche la maratona da bambino la immaginavo come una corsa tra gente che […]

la notte prima della notte prima


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Era anche allora più o meno la metà del mese di agosto. Era anche allora una giornata che faceva un caldo più o meno fottuto e snervante. Era anche allora più o meno come oggi. Era anche allora più o meno estate. – Che ci fai seduto su quella roccia, soldato? – Osservavo quelle navi, Signore. – Quelle sono le navi di Dati e Artaferne. E tornano in Persia. Tornano da dove sono arrivate, soldato. – Si, lo so Signore. Leggevo proprio adesso la storia di quelle navi sul tablet. Ero curioso di capire a chi appartenessero quelle vele spiegate […]

Non ti voltare mai.