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diario di un maratoneta pigro | non fate caso alle cose che scrivo, potrebbero essere vere


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E niente caro diario, non è che al momento le cose mi vadano un granché bene. Quindi prima ancora di iniziare a scrivere ti chiedo scusa. Ma ho bisogno di approfittare per qualche pagina della tua pazienza. Perché sai caro diario,  ho imparato che a volte scrivere è un modo molto semplice per fare un po’ di ordine dentro. Anche se fuori poi tutto resta comunque sottosopra. Si, lo so che stasera avrei dovuto fare le ripetute. E so anche che tra meno di dieci giorni dovrò correre una maratona. Ma tu caro diario lo sai. Io sono sempre stato […]

di quella sera che cercavo una scusa


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Lo sai da dove arrivano? Lo sai perché scappano dalle loro case? Lo sai quanto è lontana la loro terra? Lo sai cosa cercano qui? Lo sai perché a volte la gente ha paura di loro? Lo sai perché a volte invece la gente è arrabbiata con loro? Ti sei mai chiesta cosa avresti fatto tu al loro posto? Ti sei chiesta cosa avrei fatto io al loro posto? Ti avrei stretto forte tra le mie braccia. Ed avrei iniziato a correre il più lontano possibile. Alla ricerca di un posto sicuro dove crescerti, ovunque. Ma un posto sicuro. E […]

di quella mattina che stavamo ripassando geografia


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- Ma come? Ma non eri tu quello che il cuore può tutto, quello che la fatica non è mai sprecata, quello che in fondo è la testa che decide e le gambe si adeguano, quello che sorridere sempre sorridere comunque… Non eri tu? E allora chi cazzo era? Sai che c’è caro Ale? C’è che adesso sollevi la testa e guardi la in fondo. E cosa vedi la in fondo? Cosa vedi in fondo a questa strada? - Boh, niente. Però c’è un bar aperto. Quindi dai, caro#maratonetapigro… smetti di rompere i coglioni e andiamo a farci una zeroquaranta […]

di quando il traguardo è ancora lontano



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Mio babbo quel giorno era di turno e sarebbe uscito dal lavoro non prima delle cinque del pomeriggio. Poi giusto il tempo necessario per caricare nel bagagliaio della vecchia Simca 1100 le poche cose che servivano per il ponte dei Santi e lui e mia mamma si sarebbero messi in viaggio. Io e mio cugino perciò sapevamo che non li avremo visti arrivare in paese prima che fosse oramai sera inoltrata. Ed avevamo perciò tutto il tempo. Era l’ultimo giorno di ottobre del settantansei ed era un sabato. Faceva freddo. Ricordo che mia zia accese il grande camino della cucina […]

di quella volta de “su morti morti”


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Poi l’altro giorno ho scritto un post sul blog di ForKidsForLife. Che ogni tanto provo a rimettere in ordine le idee anche sul fronte dei miei piccoli progetti di fundraising. “La domanda è di quelle che ogni volta per dare una risposta un minimo sensata ci metto sempre un po’. Una domanda semplice semplice. Che talvolta mi rivolgono persone che conosco da tempo e che altre volte invece spunta improvvisa nelle conversazioni di ogni giorno. Quelle degli incontri di lavoro o di vita quotidiana. Quelle con persone che sono amici, amici di amici, parenti o semplici conoscenti. Quelle con laggente, […]

di quando mi chiedono di ForKidsForLife


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Il diciotto settembre del 2006 a Sassari era una giornata caldissima. Una giornata di quelle così caldissime che non diresti mai che tanto l’estate sta oramai finendo. Il diciotto settembre del 2006 era un lunedì. Ma era un lunedì caldissimo e speciale. Lavorativo per tanti ma non lavorativo per me. A dieci anni di distanza non ho ancora capito perché quella mattina uscii di casa indossando camicia e giacca blu. Di quella gente giornata ho ricordi a tratti molto nitidi ed a tratti molto confusi. Ricordo molto chiaramente l’espressione di meraviglia sul viso di Michela alle 6 meno dieci del […]

di quel lunedì che l’estate non era ancora finita



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Riguardo le foto e mi rendo conto che ad Amatrice quella sera faceva freddo. Perché in quelle foto indossano quasi tutti una felpa o un piumino. Ci sono centinaia di ragazze e di ragazzi. In tanti arrivano da paesi vicini come Poggio Vitellino, Configno e Accumoli. Il quattro giugno di turisti ad Amatrice se ne vedono ancora pochi. Luca mi rassicura sull’orario di inizio dell’evento. Dice che dalle undici in poi nel suo locale e nella piazzetta di fronte “ci sarà il delirio”. E siccome sono ancora le otto di sera mi invita a provare l’amatriciana di suo zio. Ma […]

di quella sera nel paese che non c’è più.


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Scena madre numero uno. È un anonimo sabato di mezza estate, il centro storico è quello di Alghero, più o meno sono le sette di sera. C’è una signora vestita come una ventenne ma lei invece è una quarantenne che però sembra una sessantenne che mi permetto di aggiungere si è pure tenuta male. Mi arriva addosso una scia di profumo dozzinale che non lo so se lo fanno ancora ma potrebbe essere malizia estasi o tipo quello lì insomma. Mastica una gomma che potrebbe essere una bigbabol ma visto l’impegno mascellare potrebbe avere in bocca un copertone da neve. Tiene […]

educhescional


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Fumo una Marlboro rossa davanti all’ingresso dell’Athenia Callirhoe Hotel. Oramai è l’una di notte abbondantemente passata. Ho alle mie spalle un cartello che segnala senso unico di marcia. Messaggio chiaro ed inequivocabile. Indietro – da qui – oramai non si torna. Comunque ho capito che ad Atene i taxi sono gialli. Che io da bambino i taxi li immaginavo sempre gialli. Che però poi di taxi gialli in giro ne ho sempre visto molto pochi. Che non sempre perciò le cose sono come le immaginavi da bambino. Che anche la maratona da bambino la immaginavo come una corsa tra gente che […]

la notte prima della notte prima