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diario di un maratoneta pigro | non fate caso alle cose che scrivo, potrebbero essere vere


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Mio babbo quel giorno era di turno e sarebbe uscito dal lavoro non prima delle cinque del pomeriggio. Poi giusto il tempo necessario per caricare nel bagagliaio della vecchia Simca 1100 le poche cose che servivano per il ponte dei Santi e lui e mia mamma si sarebbero messi in viaggio. Io e mio cugino perciò sapevamo che non li avremo visti arrivare in paese prima che fosse oramai sera inoltrata. Ed avevamo perciò tutto il tempo. Era l’ultimo giorno di ottobre del settantansei ed era un sabato. Faceva freddo. Ricordo che mia zia accese il grande camino della cucina […]

di quella volta de “su morti morti”


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Poi l’altro giorno ho scritto un post sul blog di ForKidsForLife. Che ogni tanto provo a rimettere in ordine le idee anche sul fronte dei miei piccoli progetti di fundraising. “La domanda è di quelle che ogni volta per dare una risposta un minimo sensata ci metto sempre un po’. Una domanda semplice semplice. Che talvolta mi rivolgono persone che conosco da tempo e che altre volte invece spunta improvvisa nelle conversazioni di ogni giorno. Quelle degli incontri di lavoro o di vita quotidiana. Quelle con persone che sono amici, amici di amici, parenti o semplici conoscenti. Quelle con laggente, […]

di quando mi chiedono di ForKidsForLife


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Il diciotto settembre del 2006 a Sassari era una giornata caldissima. Una giornata di quelle così caldissime che non diresti mai che tanto l’estate sta oramai finendo. Il diciotto settembre del 2006 era un lunedì. Ma era un lunedì caldissimo e speciale. Lavorativo per tanti ma non lavorativo per me. A dieci anni di distanza non ho ancora capito perché quella mattina uscii di casa indossando camicia e giacca blu. Di quella gente giornata ho ricordi a tratti molto nitidi ed a tratti molto confusi. Ricordo molto chiaramente l’espressione di meraviglia sul viso di Michela alle 6 meno dieci del […]

di quel lunedì che l’estate non era ancora finita



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Riguardo le foto e mi rendo conto che ad Amatrice quella sera faceva freddo. Perché in quelle foto indossano quasi tutti una felpa o un piumino. Ci sono centinaia di ragazze e di ragazzi. In tanti arrivano da paesi vicini come Poggio Vitellino, Configno e Accumoli. Il quattro giugno di turisti ad Amatrice se ne vedono ancora pochi. Luca mi rassicura sull’orario di inizio dell’evento. Dice che dalle undici in poi nel suo locale e nella piazzetta di fronte “ci sarà il delirio”. E siccome sono ancora le otto di sera mi invita a provare l’amatriciana di suo zio. Ma […]

di quella sera nel paese che non c’è più.


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Scena madre numero uno. È un anonimo sabato di mezza estate, il centro storico è quello di Alghero, più o meno sono le sette di sera. C’è una signora vestita come una ventenne ma lei invece è una quarantenne che però sembra una sessantenne che mi permetto di aggiungere si è pure tenuta male. Mi arriva addosso una scia di profumo dozzinale che non lo so se lo fanno ancora ma potrebbe essere malizia estasi o tipo quello lì insomma. Mastica una gomma che potrebbe essere una bigbabol ma visto l’impegno mascellare potrebbe avere in bocca un copertone da neve. Tiene […]

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Fumo una Marlboro rossa davanti all’ingresso dell’Athenia Callirhoe Hotel. Oramai è l’una di notte abbondantemente passata. Ho alle mie spalle un cartello che segnala senso unico di marcia. Messaggio chiaro ed inequivocabile. Indietro – da qui – oramai non si torna. Comunque ho capito che ad Atene i taxi sono gialli. Che io da bambino i taxi li immaginavo sempre gialli. Che però poi di taxi gialli in giro ne ho sempre visto molto pochi. Che non sempre perciò le cose sono come le immaginavi da bambino. Che anche la maratona da bambino la immaginavo come una corsa tra gente che […]

la notte prima della notte prima



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Era anche allora più o meno la metà del mese di agosto. Era anche allora una giornata che faceva un caldo più o meno fottuto e snervante. Era anche allora più o meno come oggi. Era anche allora più o meno estate. – Che ci fai seduto su quella roccia, soldato? – Osservavo quelle navi, Signore. – Quelle sono le navi di Dati e Artaferne. E tornano in Persia. Tornano da dove sono arrivate, soldato. – Si, lo so Signore. Leggevo proprio adesso la storia di quelle navi sul tablet. Ero curioso di capire a chi appartenessero quelle vele spiegate […]

Non ti voltare mai.


Il bar era uno di quei classici bar di paese. Di quelli che per varcare la porta d’ingresso devi scostare vecchie strisce di plastica colorata e logora. Di quelli che dentro odorano di polvere e di stantio e di tramezzini andati a male. All’interno il locale era deserto. Una ragazza non troppo alta, con lunghi capelli neri e mossi e con dei Ray Ban da vista sul viso mi accolse salutando da dietro il bancone. Una ragazza giovane, con un’aria vagamente intellettuale che mi sarebbe venuto difficile credere che poteva essere lei la proprietaria di quel posto così scadente. Stava […]

[dal “Diario di un maratoneta pigro” | mercoledì 22 ottobre ...