#centomilapassi - salita

Inizia la salita


La vecchia strada che da Sassari si arrampica verso Osilo alle 8 di domenica mattina è praticamente deserta. Ho incrociato tre ciclisti (uno saliva, due tornavano in città), un trattore ed il pullman dell’Arst. Poi forse cinque automobili in tutto.

E poi c’era il sole. Che a novembre fa piacere. Che ti scalda fuori, e ti da energia dentro. Eppure neanche un runner stamattina su quella vecchia strada. Ma non mi sono certo sentito solo. Tutt’altro.

Sedici chilometri dove domina la salita. Sedici chilometri dove però le discese all’improvviso ridanno fiato, alleggeriscono il lavoro del cuore e riportano in soglia aerobica i bpm (i famosi battiti per minuto che qualunque buon podista vi racconterà sempre che rappresentano un costante incubo notturno).

E’ la mia prima settimana di allenamento. Davanti a me quattro mesi di fatica. L’obiettivo è quello di correre la Maratona di Roma il prossimo 18 marzo. Correrla sotto le tre ore e trenta. Una media di cinque minuti per chilometro. Che non è un passo da Etiope ne da Keniota, chiaro. Ma corro contro me stesso. Come il 99% dei runners che vedete in giro in città, nelle stradine di campagna o ai bordi delle provinciali poco trafficate. Come il 99% dei maratoneti che vedete in tv a New York, o a Boston, oppure a Londra o Berlino. Per il podio invece corrono meno dell’1% di quelli che vedete in canottiera e pantaloncini. Ma come la metti la metti l’emozione resta la stessa.

Ma perché lo racconto qui, in un blog? Questa è la domandona. Perché? Già, a che serve un blog per correre una maratona?

In realtà l’obiettivo del mio allenamento è correre una buona maratona a Roma.

Ma il titolo di questo post dovrebbe lasciarvi intuire che il filo conduttore di questo blog sarà ben altro.

La Sfida.  Appunto. Quella vera sarà far correre tutti coloro che leggeranno questo blog. No. Non cercherò di convincervi ad indossare un paio di scarpette e ad uscire di casa. Non cercherò di convincervi a sudare mezz’ora al giorno. Non cercherò di convincervi che una buona playlist nelle orecchie raddoppia le endorfine rilasciate da una corsetta a fine serata in città o sul treadmill di casa o della vostra palestra. Non cercherò di convincervi a diventare runners insomma.

Eppure vi farò correre oltre #centomilapassi. Insieme a me.

Volete sapere come? Un pò di pazienza e lo scoprirete.

Appuntamento al prossimo post. Buon sabato.


Informazioni su Alessandro Accalai

Babbo, sognatore, maratoneta. Nato a Sassari nel meraviglioso 1970 ha studiato di economia e società, specializzandosi poi all'estero con la scusa di imparare l'inglese tra una birra ed un fish&chips. Ha iniziato il suo percorso professionale tra marketing e commerciale lavorando per alcune importanti multinazionali (dal petrolifero alle energie alternative, poi ancora alimentari e - più di recente - beverage). Attualmente si occupa di Trade Marketing B2C in Italia per conto di una nota azienda birraria. Fin da ragazzino - e quindi tuttora - appassionato di scrittura creativa e di racconti brevi. Dicono di averlo visto collaborare all'interno di varie redazioni tra riviste, quotidiani e radio locali. Però lui è uno che va sempre di fretta. E invece nella vita talvolta bisogna saper aspettare. Runner da dieci anni (ovvero da quando i runners si chiamavano podisti) è diventato maratoneta nel 2011 a Edimburgo. Nello stesso anno ha dato vita ad un progetto di personal fundraising noto sui social network come #centomilapassi e grazie al quale ha contribuito alla realizzazione delle reti idriche che hanno permesso di portare acqua pulita in due piccoli villaggi nel Casamance, sud del Senegal. Nel 2102 ha fondato ForKidsForLife, una piccola officina di idee che promuove attività di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni noprofit impegnate in campagne rivolte ai più piccoli.

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