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Di quello che ne so (della maratona)


Per quello che ne so la maratona è una gara imperfetta. Una gara dove ognuno corre verso un traguardo diverso. Ognuno disposto a sopportare dolore e fatica per infrangere un limite che è suo e soltanto suo. Che in una maratona non ci sono avversari ma soltanto compagni di viaggio.

Per quello che ne so infrangere quel limite vuol dire essere capaci di pensare in grande. E se pensi in grande fai grandi cose. E se invece non sei capace di pensare abbastanza in grande ti fermerai molto prima e finirai per accontentarti. Ne vivo ne morto ma una semplice x, come dice la canzone.

Per quello che ne so una maratona non è una corsa contro il tempo. Certo, sono le gambe quelle che vanno. Ma il tuo passo lo decide sempre e soltanto il cuore. E tu il cuore lo devi sempre ascoltare e rispettare. Che più veloce del tuo cuore non ci puoi andare. Che se lo ascolti arrivi al traguardo. E non importa in quanto tempo. Ma arrivi al traguardo. L’errore che non devi mai commettere è quello di ascoltare le tue gambe. Che se ascolti le gambe non lo raggiungi il tuo traguardo. Finirai attratto dalla prima scorciatoia interessante e comoda, che porta sorrisi in un corpo pieno di fatica. Che la scorciatoia è intrigante e perfida. Ti dà sollievo nell’immediato e rimpianto per tutta la vita.

Per quello che ne so conta invece solo il traguardo. Che non importa in quanto tempo ci arrivi. E non importa se ci arrivi da solo. Importa che arrivi. Anche se magari sono già andati via tutti. Anche se arrivi così fuori tempo che per te non è avanzata nemmeno una cazzo di medaglia.

Ma il maratoneta lo sa. Sa che la sua forza è protetta dalla solitudine onesta che gli tiene compagnia lungo la strada. Che la solitudine è una compagna di viaggio leale. Che è vero che non fa sconti ma è anche vero che non tradisce.

Perlomeno per quello che ne so.


Informazioni su Alessandro Accalai

Babbo, sognatore, maratoneta. Nato a Sassari nel meraviglioso 1970 ha studiato di economia e società, specializzandosi poi all'estero con la scusa di imparare l'inglese tra una birra ed un fish&chips. Ha iniziato il suo percorso professionale tra marketing e commerciale lavorando per alcune importanti multinazionali (dal petrolifero alle energie alternative, poi ancora alimentari e - più di recente - beverage). Attualmente si occupa di Trade Marketing B2C in Italia per conto di una nota azienda birraria. Fin da ragazzino - e quindi tuttora - appassionato di scrittura creativa e di racconti brevi. Dicono di averlo visto collaborare all'interno di varie redazioni tra riviste, quotidiani e radio locali. Però lui è uno che va sempre di fretta. E invece nella vita talvolta bisogna saper aspettare. Runner da dieci anni (ovvero da quando i runners si chiamavano podisti) è diventato maratoneta nel 2011 a Edimburgo. Nello stesso anno ha dato vita ad un progetto di personal fundraising noto sui social network come #centomilapassi e grazie al quale ha contribuito alla realizzazione delle reti idriche che hanno permesso di portare acqua pulita in due piccoli villaggi nel Casamance, sud del Senegal. Nel 2102 ha fondato ForKidsForLife, una piccola officina di idee che promuove attività di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni noprofit impegnate in campagne rivolte ai più piccoli.

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