di quando il cuore sa di asfalto 


Lo chiami dolore. Ma soltanto perché hai dimenticato che il vero dolore è invece ben altra cosa. Che adesso ricordi soltanto quello che ti va di ricordare. E tutto il resto lo hai accuratamente nascosto da qualche parte, in uno spazio buio ed inaccessibile. In uno spazio dove la tua testa ad un certo punto non riesce ad arrivare più.

Quando tutto sembra perduto puoi far largo alla paura. La prima scorciatoia è quella buona, quella che ti riporta a casa. Perché la paura in fondo è la soluzione. La peggiore delle soluzioni ma pur sempre una soluzione. Che perdi senza giocare. Che soccombi senza lottare. Che ti arrendi senza nemmeno averci provato. Che fai prima a dire che davvero era troppo rischioso. Che in fondo era una sfida troppo grande per un uomo troppo piccolo, per un uomo come te.

Quando il tuo cuore sa di asfalto la vera fatica è sentire che batte ancora. Che tutto sembra perduto, d’accordo. Ma faresti bene a ricordare che tutto scorre. Come il sangue nelle vene. Come le emozioni nella vita. Come i passi sulla strada. Quella strada maledetta. Che sembra non aver mai fine. Che ti sembra sempre di salire. E che centomilapassi sono tanti e sono troppi. Ma che il confine tra inevitabilmente tanti o maledettamenti troppi lo decide la tua testa.

Si tratta di scegliere.

[diario di un maratoneta pigro | di quando il cuore sa di asfalto]

Informazioni su Alessandro Accalai

Babbo, sognatore, maratoneta. Nato a Sassari nel meraviglioso 1970 ha studiato di economia e società, specializzandosi poi all'estero con la scusa di imparare l'inglese tra una birra ed un fish&chips. Ha iniziato il suo percorso professionale tra marketing e commerciale lavorando per alcune importanti multinazionali (dal petrolifero alle energie alternative, poi ancora alimentari e - più di recente - beverage). Attualmente si occupa di Trade Marketing B2C in Italia per conto di una nota azienda birraria. Fin da ragazzino - e quindi tuttora - appassionato di scrittura creativa e di racconti brevi. Dicono di averlo visto collaborare all'interno di varie redazioni tra riviste, quotidiani e radio locali. Però lui è uno che va sempre di fretta. E invece nella vita talvolta bisogna saper aspettare. Runner da dieci anni (ovvero da quando i runners si chiamavano podisti) è diventato maratoneta nel 2011 a Edimburgo. Nello stesso anno ha dato vita ad un progetto di personal fundraising noto sui social network come #centomilapassi e grazie al quale ha contribuito alla realizzazione delle reti idriche che hanno permesso di portare acqua pulita in due piccoli villaggi nel Casamance, sud del Senegal. Nel 2102 ha fondato ForKidsForLife, una piccola officina di idee che promuove attività di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni noprofit impegnate in campagne rivolte ai più piccoli.

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