slide show | centottantagiorni + centomilapassi


una vecchia bici di quelle da passeggio | una signora sulla sessantina che pedala di buona lena | io che corro inseguendo ruote e fanalini | un ragazzo pakistano pedala e fuma in sella ad una mountain bike rossa | la pista ciclabile di Rimini quasi buia | un Labrador nero gioca con un bambino | odore di mare | vedo la ruota, quella grande, quella in fondo, quella che stanotte è illuminata ma non gira

[Rimini | una notte che stava per finire la primavera]

la hall di un hotel fuorimano che pensavo fosse un posto tranquillo | invece giapponesi così tanti da non poterci passare in mezzo | due ragazze che mi chiedono una foto insieme a loro | per via della mia tenuta da runner | avevo indosso la tshirt con gli smarties, quella di ForKidsForLife

[Siena | una sera che la primavera era finita ma faceva ancora freddo]

la provinciale che se prosegui dritto dopo la rotatoria ti porta a Fiorano | ceramiche e piastrelle ovunque ai lati della strada | gas di scarico | odore di paste alla crema | mio fratello che tiene in frigo solo birre della concorrenza | ogni tanto si sente in lontananza il suono di una Ferrari

[Maranello | una domenica mattina che l’estate stava iniziando]

una baraonda di colori | un paio di occhiali da sole con la montatura rossa | musica | glitter anche in mezzo ai denti | risate semplici | la foto con Fabrizio Cosi prima che la corsa inizi

[Torino | di quella volta alla Color Run, con l’estate che oramai entrava nel vivo]

due cani di color cane affamato che mi inseguono lungo le stradine sterrate che costeggiano il fiume Tiepido | non dovevo fare le ripetute | ma le ho fatte lo stesso

[Maranello 2 | che avevo seguito un consiglio di Matteo Torre]

le stradine che costeggiano il canale Bacchiglione | runners  di ogni dove e di ogni come e di ogni perché | quel dolore al ginocchio

[Padova | era iniziata la primavera]

centomila persone | birra | dal palco sparano Highway to hell | millemila megawatt di energia | birra | resto senza voce | birra

[Imola | di quella volta al concerto degli AC/DC che oramai era luglio]

quarantuno gradi | asfalto bollente | il mare troppo lontano | Simone Agus ancora vivo dopo ventiquattro chilometri

[Alghero | delirio di una mattina di mezza estate]

un gruppo di turisti inglesi sulla mezza | tutti in bici | le foglie lungo le stradine che costeggiano il Sile | un ragazzo sta litigando con la ragazza | lei piange | non so se quelle lungo il fiume sono oche o paperette | corro senza voltarmi mai indietro | sono stanco

[Treviso | di quel lungo che era oramai settembre]

pioggia | salite e discese | pioggia | ma in auto la fatica non si sente | pioggia | Federico Fossaroli orgoglioso del suo percorso da runner | pioggia | io oggi non corro | che io sono uno bravo con le scuse a volte

[Macerata | oramai era quasi ottobre e pioveva]

una palestra da fare invidia ad una palestra vera | cuffie e tappeto | sudore| troppo sudore per essere vero | non correvo da tanto tempo su un tappeto

[Perugia | di quella volta che oramai era ottobre e fuori pioveva ancora]

un anziano ciclista che mi urla addosso | corro troppo al centro della carreggiata | troppe auto | troppo caldo | troppo asfalto | troppo stanco

[Lungomare di Platamona, Sardegna | che oramai ottobre era finito]

Informazioni su Alessandro Accalai

Babbo, sognatore, maratoneta. Nato a Sassari nel meraviglioso 1970 ha studiato di economia e società, specializzandosi poi all'estero con la scusa di imparare l'inglese tra una birra ed un fish&chips. Ha iniziato il suo percorso professionale tra marketing e commerciale lavorando per alcune importanti multinazionali (dal petrolifero alle energie alternative, poi ancora alimentari e - più di recente - beverage). Attualmente si occupa di Trade Marketing B2C in Italia per conto di una nota azienda birraria. Fin da ragazzino - e quindi tuttora - appassionato di scrittura creativa e di racconti brevi. Dicono di averlo visto collaborare all'interno di varie redazioni tra riviste, quotidiani e radio locali. Però lui è uno che va sempre di fretta. E invece nella vita talvolta bisogna saper aspettare. Runner da dieci anni (ovvero da quando i runners si chiamavano podisti) è diventato maratoneta nel 2011 a Edimburgo. Nello stesso anno ha dato vita ad un progetto di personal fundraising noto sui social network come #centomilapassi e grazie al quale ha contribuito alla realizzazione delle reti idriche che hanno permesso di portare acqua pulita in due piccoli villaggi nel Casamance, sud del Senegal. Nel 2102 ha fondato ForKidsForLife, una piccola officina di idee che promuove attività di raccolta fondi a sostegno di organizzazioni noprofit impegnate in campagne rivolte ai più piccoli.

Lascia un commento