IMG_1023 2
Olbia, imbarco Moby. Sono le otto di sera e soffia un vento di grecale che sembra arrabbiato col mondo più del dovuto. Un uomo sulla quarantina arriva trafelato al check in. Parla con l’addetto agli imbarchi a terra. Io sto in auto a pochi metri. Non sento nel dettaglio tutta la conversazione ma capisco che l’uomo ha bisogno di un posto comodo per la sua auto. Che poi la mattina dopo a Livorno vuole essere tra i primi a sbarcare. Sento solo la frase finale: devo portare mio figlio piccolo in ospedale. Che già a me con questa frase mi […]

di quella notte sull’Olbia – Livorno


img_2883
La fatica non è mai sprecata. Però mi devo trovare uno sport più adatto. Un qualcosa che se fuori la temperatura sta sotto lo zero puoi scegliere di restare invece da qualche parte al caldo. Oppure che non per forza la devi finire a trascinare gambe e testa in modo poco dignitoso. Che me la ricorderò sempre l’espressione in viso di quella signora al chilometro trentacinque. Che avrà avuto l’età di mia mamma. Dammi retta figlio mio, prendi un po’ di the caldo e due biscotti. Guarda che ti farà bene. L’avrei abbracciata ma non mi erano rimaste forze manco […]

non ero di passaggio


img_0125
I medici alla fine hanno parlato di ugola bifida. Che a capire poi cosa voglia esattamente dire ce ne passa. Noi avevamo notato da un po’ di tempo che qualcosa in Pietro non andava. A noi sembrava in realtà che Pietro non ci sentisse bene. O perlomeno così pensavamo. Siamo andati da un otorino. E così è iniziata la nostra odissea. Allora lui aveva solo otto mesi. E tra medici con idee chiarissime ed altri che non ci tranquillizzavano affatto il tempo scorreva senza colori. E nel dubbio ci siamo fidati di quei dottori che dicevano di aspettare. E noi […]

di quella mattina a Milano



img_1298
E niente caro diario, non è che al momento le cose mi vadano un granché bene. Quindi prima ancora di iniziare a scrivere ti chiedo scusa. Ma ho bisogno di approfittare per qualche pagina della tua pazienza. Perché sai caro diario,  ho imparato che a volte scrivere è un modo molto semplice per fare un po’ di ordine dentro. Anche se fuori poi tutto resta comunque sottosopra. Si, lo so che stasera avrei dovuto fare le ripetute. E so anche che tra meno di dieci giorni dovrò correre una maratona. Ma tu caro diario lo sai. Io sono sempre stato […]

di quella sera che cercavo una scusa


img_2846
Lo sai da dove arrivano? Lo sai perché scappano dalle loro case? Lo sai quanto è lontana la loro terra? Lo sai cosa cercano qui? Lo sai perché a volte la gente ha paura di loro? Lo sai perché a volte invece la gente è arrabbiata con loro? Ti sei mai chiesta cosa avresti fatto tu al loro posto? Ti sei chiesta cosa avrei fatto io al loro posto? Ti avrei stretto forte tra le mie braccia. Ed avrei iniziato a correre il più lontano possibile. Alla ricerca di un posto sicuro dove crescerti, ovunque. Ma un posto sicuro. E […]

di quella mattina che stavamo ripassando geografia


img_1365
- Ma come? Ma non eri tu quello che il cuore può tutto, quello che la fatica non è mai sprecata, quello che in fondo è la testa che decide e le gambe si adeguano, quello che sorridere sempre sorridere comunque… Non eri tu? E allora chi cazzo era? Sai che c’è caro Ale? C’è che adesso sollevi la testa e guardi la in fondo. E cosa vedi la in fondo? Cosa vedi in fondo a questa strada? - Boh, niente. Però c’è un bar aperto. Quindi dai, caro#maratonetapigro… smetti di rompere i coglioni e andiamo a farci una zeroquaranta […]

di quando il traguardo è ancora lontano



img_2593
Mio babbo quel giorno era di turno e sarebbe uscito dal lavoro non prima delle cinque del pomeriggio. Poi giusto il tempo necessario per caricare nel bagagliaio della vecchia Simca 1100 le poche cose che servivano per il ponte dei Santi e lui e mia mamma si sarebbero messi in viaggio. Io e mio cugino perciò sapevamo che non li avremo visti arrivare in paese prima che fosse oramai sera inoltrata. Ed avevamo perciò tutto il tempo. Era l’ultimo giorno di ottobre del settantansei ed era un sabato. Faceva freddo. Ricordo che mia zia accese il grande camino della cucina […]

di quella volta de “su morti morti”


img_2715
Poi l’altro giorno ho scritto un post sul blog di ForKidsForLife. Che ogni tanto provo a rimettere in ordine le idee anche sul fronte dei miei piccoli progetti di fundraising. “La domanda è di quelle che ogni volta per dare una risposta un minimo sensata ci metto sempre un po’. Una domanda semplice semplice. Che talvolta mi rivolgono persone che conosco da tempo e che altre volte invece spunta improvvisa nelle conversazioni di ogni giorno. Quelle degli incontri di lavoro o di vita quotidiana. Quelle con persone che sono amici, amici di amici, parenti o semplici conoscenti. Quelle con laggente, […]

di quando mi chiedono di ForKidsForLife


img_1041
Il diciotto settembre del 2006 a Sassari era una giornata caldissima. Una giornata di quelle così caldissime che non diresti mai che tanto l’estate sta oramai finendo. Il diciotto settembre del 2006 era un lunedì. Ma era un lunedì caldissimo e speciale. Lavorativo per tanti ma non lavorativo per me. A dieci anni di distanza non ho ancora capito perché quella mattina uscii di casa indossando camicia e giacca blu. Di quella gente giornata ho ricordi a tratti molto nitidi ed a tratti molto confusi. Ricordo molto chiaramente l’espressione di meraviglia sul viso di Michela alle 6 meno dieci del […]

di quel lunedì che l’estate non era ancora finita